TRA DEFINIZIONI ED UN PO' DI STORIA

 

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UN IMPRESA DIFFICILE…

  

Dare una definizione all’Aikido non è sicuramente qualcosa di semplice.

Non ci proponiamo qui di dare una definizione esaustiva, né spunti sulla pratica, ma solo riflessioni personali.

Riguardo all’aspetto pratico rimandiamo ai molteplici video presenti in rete ricordando però che l’esperienza dell’allenamento è insostituibile.

 

 

La Marzialità

 

 

E’ per me un Arte Marziale, ma è una classificazione questa da prendere con le molle.

Molti non concordano con tale definizione, in quanto mancano taluni elementi che per molti sono connaturati alla marzialità stessa, tra cui l’agonismo, il senso della sopravvivenza ad ogni costo.

In Aikido tali elementi non sono presenti perché in opposizione al principio cardine di questa pratica: l’armonizzazione  (aiki appunto).

Questo non è un concetto etereo, né metafisico, ma pratico: l’allenamento si sostanzia in una serie di azioni preordinate di attacco e difesa, in cui l’attaccato svolge la sua azione rispettando il principio di integrità, di se stesso e del partner.

Questa è un altro elemento che per molti cozza con la marzialità: l’assenza della sconfitta dell’avversario.

Personalmente abbraccio un'altra corrente di pensiero, quella che definisce le Arti Marziali come Budo.

 

 

Budo

 

 

Il termine Budo (via o percorso marziale) deriva inizialmente dal termine Bujutsu (tecniche marziali).
Il Bujutsu era l'apprendimento di diverse tecniche marziali (o di guerra) che consentivano di vincere il nemico in battaglia, difendersi dalle aggressioni, offrire i propri servigi ad una signore ed aumentare il proprio potere personale; le armi considerate erano molto varie: spada, arco, lancia, bastone, catena o coltello, fino ad oggetti apparentemente innocui come il ventaglio o pipa o a tecniche non necessariamente belliche come l’equitazione.

Quando il Bujutsu, come un fine di natura non meramente tecnica ma educativa e etica, diventa la via da perseguire per raggiungere un risultato spirituale e non solo pratico, si parla di Budō. In Giappone questa rielaborazione della tradizione militare feudale avvenne principalmente dopo la restaurazione Meiji, fino a tutta la prima metà del XX secolo. La concezione tecnica e spirituale coesistevano già in epoca feudale, anche se a prevalere era l'abilità tecnica che rappresentava l'unico strumento di sopravvivenza ai veri combattimenti del tempo. In epoca moderna la necessità di difendere la propria vita in duello non esiste più, quindi l'attenzione si rivolge ai principi etici ed alla tradizione che caratterizza quindi il Budo.

L’Aikido è Budo.

 

 

 

 

La relazione

 

L'Aikido è sicuramente un Arte di relazione, uno sistema che ci permette di entrare in contatto con il partner di lavoro e con l’ambiente circostante attraverso l’azione del corpo.

 

 

 

Un pò di storia

 

 

 

Il Fondatore

 

Quando si parla della storia dell’Aikido naturalmente si parla della storia del suo Fondatore Morihei Ueshiba.

La piccola biografia che seguirà non ha la pretesa di essere esaustiva, ma vuole solo rispondere ad esigenze di presentazione del personaggio.

 

 

 
 


 

 

 

Morihei nasce da Yoroku Ueshiba, proprietario terriero e funzionario amministrativo presso il locale consiglio comunale, il 14 dicembre 1883 a Tanabe.

I primi anni della sua vita sono caratterizzati dalla fragilità della sua costituzione - ragion per cui il padre gli fa frequentare corsi di nuoto e Sumo – e dagli studi, al termine dei quali si trasferisce a Tokyo.

Qui il suo interesse verso le Arti Marziali si acquisce; studia infatti il Ju Jutsu – letteralmente tecniche di cedevolezza - e il Ken jutsu – tecniche di spada, scherma – della scuola Shinkage, cui seguirà un esperienza nella scuola Yagyu.

Successivamente – nel 1910 – Morihei si trasferisce a Shirataki nell’Hokkaido, con altri pionieri con cui divide il compito di colonizzare quella parte del nord del Giappone.

Grazie a questo spostamento, il Fondatore avrà modo di conoscere uno dei due personaggi più importanti ed influenti sul suo percorso marziale: Sokaku Takeda della scuola Daito Aikijutsu.

Riconosciuto il valore di Moriheri, Sokaku lo istruisce nelle tecniche della sua scuola sino a fargli conseguire il diploma (menkyo).

Questo appena menzionato rappresenta uno dei passaggi fondamentali ai fini del nostro studio, in quanto il Daito ryu (scuola) rappresenta il corpus principale cui attinse il Fondatore per la creazione dell’Aikido, pur trasformandolo ed edulcorandolo ai fini della sua ricerca.

L’altro incontro che segnò profondamente la vita adulta del Fondatore è stato con Onisaburo Deguchi capo della setta dell'Omoto Kyo, colui il quale sarebbe stato il suo principale punto di riferimento spirituale.

Per poter approfondire le tematiche di questa setta Morihei si trasferì ad Ayabe, sede dell’Omoto Kyo aprendovi un dojo.

Da Deguchi il Fondatore assimilò concetti quali la ricerca della fratellanza e l’abbattimento di barriere quali razza e religione, ma soprattutto la capacità di manifestare il divino che c’è in noi tramite l’Arte.

Per Morihei il divino si sarebbe manifestato attraverso il suo percorso marziale.

La fama di questo piccolo Maestro – era alto meno di 1,60 m – travalicò la piccola Ayabe e giunse a Tokyo, soprattutto grazie all’opera di diffusione di Nishimura, capitano della squadra di Judo dell’Università Waseda, il quale aveva avuto modo di saggiare le qualità marziali di Morihei.

Ed ecco quindi nel 1925 Morihei di nuovo a Tokyo, a dimostrare la sua Arte dinnazi un pubblico scelto su invito di un grande promotore del Budo, l’ammiraglio Takeshita.

La dimostrazione colpì al tal punto che Ueshiba fu invitato a tenere un corso di ben tre settimane al palazzo imperiale di Ayoama.

In seguito Morihei avrebbe lasciato Ayabe per diffondere la sua opera prima con la creazione a Tokyo del Kobukan e poi del tempio dell’Aiki ad Iwama.

E’ questo il periodo in cui vengono posti i semi della futura organizzazione del lavoro: nel 1942 nasce la Fondazione Kobukai e – soprattutto – l’Arte di Ueshiba assume finalmente il nome di Aikido.

Successivamente, mentre il Fondatore si era ritirato ad Iwama, l’attività del dojo di Tokyo proseguì grazie all’opera di Kisshomaru – figlio maschio di Morihei – e di Kisaburo Osawa.

Il 1948 è l’anno in cui la fondazione gestita dalla famiglia Ueshiba assunse il nome di Aikikai ed il Bokukan divenne l’Hombu Dojo (dojo centrale), vero e proprio punto di riferimento per i praticanti di tutto il mondo, dove si sono forgiati i più grandi esponenti dell’Aikido cui dobbiamo anche la diffusione su scala globale di quest’Arte.

 

 

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento:  06-04-07