IL BOKKEN
Le tecniche legate all’uso della spada oggi in
Aikido – come pure nel Kendo, nelle scuole di Kenjutsu e nello Yoseikan
– vengono studiate con il bokken.
Il significato della parola è semplice: in
giapponese bo significa legno, mentre ken è uno dei tanti
modi per identificare la spada.
Questa semplice identificazione, spada di legno
appunto, non deve trarci in inganno in merito all’uso ed alla
funzionalità di questo attrezzo da allenamento assurto ad arma vera e
propria.
Se inizialmente il bokken fu concepito per essere
“solo” un succedaneo della spada vera e propria da usare negli
allenamenti, successivamente seppe conquistare ben altro ruolo e ben
altra evoluzione.
I confronti tra uomini di spada in tutto il mondo
hanno sempre avuto 2 costanti: il metallo delle armi e l’ostracismo
delle istituzioni nel momento in cui il duello diveniva una causa troppo
diffusa di decesso.
Da qui le diverse reazioni: mentre in Europa
venivano messi al bando i duelli tout court in quanto causa
principale dello sfoltimento delle file della nobiltà (non dimentichiamo
il bando di Richelieu nell’opera di Dumas), in Giappone si arrivò a
proibire i confronti con spade vere (shinken shobu).
Il passo successivo di sostituire anche nei duelli
il bokken alla katana fu breve; da qui la conquista di un altro ruolo.
Il più noto degli spadaccini del Giappone
medioevale, Musashi Miyamoto, vinse gran parte dei suoi duelli
(che pare ammontassero a più di 60) armato di bokken contro avversari
armati di katana.
Il suo duello più famoso – quello col noto
spadaccino Sasaki Kogiro – fu vinto con un bokken ricavato
rozzamente dal remo della barca che lo condusse al luogo dello scontro.
In mano ad un praticante ben addestrato il bokken
era un arma a tutti gli effetti, al punto che molti duelli conducevano
alla morte pur in assenza di lame affilate; ragion per cui anche la
spada di legno venne accantonata nei confronti tra spadaccini per essere
sostituita dal molto meno pericoloso shinai (riproduzione della
katana formata da liste di bambù tenute insieme da strisce di cuoio.
L’utilizzo del bokken si preservò nell’esercizio
dei kata (forme di combattimento simulato).
Per quanto riguarda l’evoluzione va detto che ogni
scuola che adottò la spada di legno la modificò in base alle proprie
esigenze, al punto di farla divenire simbolo della scuola stessa.
Tra le scuole più note:
il Katori
Shinto ryu usa un bokken dal sori (curvatura della
lama) diritto e dal corpo grosso, con una punta (kissaki) priva
di taglio;
il Kashima
Shinto ryu usa un bokken dal sori più ricurvo e una punta più
aguzza;
il Jikishinkage
ryu usa un bokken diritto molto più pesante di uno normale;
lo Shinto Muso
ryu do jojitsu usa un bokken con la punta cieca. Ciò è dovuto
alla pericolosità delle tecniche, in quanto la punta spesso sfiora il
viso del partner;
lo Jikishinka
ryu do naginata usa un bokken leggero e sottile,dal sori
molto bello, che cerca di ricopiare l’eleganza delle spade della regione
di Osafune.
AIKIKEN
L’Aikiken è la
metodologia schermistica studiata in Aikido.
E’ parte
integrante dello studio di quest’Arte Marziale; le modalità di
svolgimento di questa parte della pratica differiscono da scuola a
scuola.
Il nostro lavoro
col ken, oltre ad essere caratterizzato da elementi classici, presenta
un influenza della scuola di spada Kashima Shin.
Questa influenza
si sostanzia non solo nelle dinamiche e nelle applicazioni, ma anche
nello studio di kata del Kashima Shin ryu.
KASHIMA SHIN RYU – una breve introduzione
Lo stile della
spada conosciuto come Kashima Shin ryu si è sviluppato durante il
periodo medioevale turbolento del Giappone. Le annotazioni dello studio
della spada connesse con il Tempio di Kashima , situato nel nord delle
province di Tokyo moderna, vanno fin dal quattordicesimo secolo
(leggenda le prende di nuovo all'ottavo secolo) e si dice che gli
insegnamenti di Kashima siano il nucleo di Budo. Lo stile di Kashima
Shinryu data la forma il sedicesimo secolo in anticipo ed iniziato con
Matsumoto Bizen-nessuna-kami e Kunii Kagetsugu ("Genpachiro").
Matsumoto
(1468-1524?) era il fermo principale dello Shirakawa Kashima Shrine a
Fukushima moderna. Un comandante distinto, ha abbandonato le sue
funzioni ufficiali per dedicarsi alla ricerca di un budo che
comprenderebbe l'unificazione di pensiero ed azione in un omaggio
perfetto ai kami (divinità) di Kashima.
Genhachiro (1477-1543) era il ventiduesima capo
della famiglia Kunii, un clan samurai che controllava le terre intorno
al castello di Yasukawa nella provincia di Hitachi (ora prefettura di
Ibaraki). Ha viaggiato al Tempio Kashima, dove ha avuto modo di
conoscere contatto di Matsumoto, con cui si è addestrato contribuendo a
sviluppare le tecniche poi venute in essere e denominate Kashima Shinryu.
Fra 1477 e 1600,
il Giappone è stato tormentato dalla lotta fra i signori feudal.
Takeda Shingen, uno dei più grandi comandanti, il quale ha imparato
il Kashima Shinryu da Kamiizumi Isenokami. Takeda ed i suoi
alleati sono stati sgominati in serie di battaglie in 1573 contro il
signore della guerra Tokugawa Ieyasu . Di mentre Ieyasu
rafforzava la sua presa sull'est, la posizione politica la famiglia di
Kunii ed i loro alleati divenne sempre più rischiosa. In 1603, Kunii
Yajiro Yoshimasa , il quinto erede della scuola, combattè dal lato
perdente nella battaglia decisiva di Sekigahara. Ieyasu unificò il
Giappone ed istituì lo Shogunato che è durato fino al 1868.
A causa della
relativa associazione con Takeda, il Kashima Shinryu fu vietato dal
Tokugawa ed i relativi professionisti erano costretti alla clandestinità
o all’esilio. Anche se la famiglia di Kunii era ufficialmente alla testa
della scuola, le generazioni che seguirono Yoshimasa non potrebbero
esercitarsi apertamente ed alcuni gruppi della linea di Kunii non si è
esercitata nel budo affatto. La famiglia di Kunii si è ritirata a
Fukushima dopo l'avvenimento del regime di Tokugawa ed è diventata una
famiglia di coltivatori.
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